Rosa Maria Falciola

Bio e cenni critici

Rosa Maria Falciola è nata nel 1949 a Belgirate, piccolo paese sulle sponde del Lago Maggiore, dove tuttora ha lo studio.
Da giovane Rosa Maria ha frequentato una scuola di ceramica, dove ha sviluppato il suo amore per la matericità e una passione per l’utilizzo di molti e differenti materiali: infatti ha saputo inserire nelle sue opere una sorprendente varietà di metalli, sassi, cere, vetri e plastica.
Negli anni la sua produzione ha spaziato dall’astratto puro al realismo fantastico.
Ha esposto in molte città italiane tra cui: Torino, Milano, Novara, Pavia, Forlì, Parma. Ha esposto anche all’estero: Montreux, Innsbruck, Zurigo e Miami Beach.
Partecipa con frequenza alle iniziative di Biancoscuro, pubblicazioni, fiere e concorsi.

Rosa Maria Falciola su Art Shop by BIANCOSCURO

coming soon…

Qualche opera di Rosa Maria Falciola

Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
ferro ossidato su tavola dipinta
ø 120 cm. 
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti in tecnica mista su tavola
ø 120 cm.
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti in tecnica mista su polistirolo
ø 100 cm.
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti in tecnica mista su tela
ø 50 cm.
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti in tecnica mista su cartone
ø 28 cm.
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti su vetro dipinto
27×26,5 cm.
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti su tavola
70×92 cm.
Falciola - new art promotion by lliberementoi e Biancoscuro
Senza titolo
2019
vetri tagliati e dipinti su tavola
93×70 cm.

Contatti

www.facebook.com/rosamaria.falciola.35

www.instagram.com/rosamariafalciola2

www.rosamaria-falciola.it

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Massimo Soldi

Bio e cenni critici

Giochi di colore, Giochi di parole. Aggiungere, togliere o modificare spazi al bianco. Sottrarre al nero il predominio dello spazio infinito iniettandolo di luce
Un giorno, i colori e le forme iniziarono a comporre brecce nella realtà per trasformarla in sogno da trasferire con inchiostri su pagine bianche del divenire.

“Sono, siamo saliti fin quassù in bilico fra sogno e realtà, fra coscienza ed incoscienza, fra rabbia e umiltà e non pensiamo di scendere giù, anche a costo di cadere … la vita va vissuta sino all’ultimo senza temere, sino all’ultimo neurone pulsante.”

MonoMax-M.Soldi

L’impegno e la passione da allora hanno generato macchie di sogni e di emozioni che si sono trasferite con inchiostri, colori acrilici, tecniche miste, moltissima spatola e poco pennello su ogni supporto possibile o immaginabile, liberando tensioni provenienti dal profondo o avvolgenti e incombenti dall’esterno, alimentando quella che oramai è una necessità esistenziale.
L’uso dell’inchiostro ha rappresentato e rappresenta per me, ancora oggi, la nota portante del mio “fare”, della quasi totale impossibilità di modificare, nel bellissimo gioco tra creare e lasciar creare, linea sottile del divenire.

“ l’Artista, o come preferisco dire io “l’Artigiano”, decide quando il quadro è terminato, e nel deciderlo fissa in modo perentorio la sua Opera, sia essa imperfetta o definibile ineccepibile nella sua apparente ricerca di perfezione.”

MonoMax-M.Soldi

“Scegliere di lasciare imperfezioni, a volte molto evidenti, credo voglia sottolineare quella parte istintiva ed emozionale che diviene parte integrante dell’Opera stessa, meglio, del gioco emozionale dell’Artigiano che come un fanciullo ritiene concluso il suo meraviglioso gioco di segni sulla tela, quasi un inno all’incompiuto e al tentativo di porsi come
creatore… creatore dell’Imperfetto.”
Mantenere integro il colore bianco o nero sulla linea di demarcazione fra l’uno e l’altro, quando il suo complementare si appoggia, è fare i conti con la contaminazione dell’uno o dell’altro, l’ultimo che viene usato è sempre il contaminatore che a sua volta viene contaminato, e ritoccando si potrebbe procedere all’infinito in questa azione e nel vano tentativo di avere un interspazio neutro infinitesimale, è l’incontro fra opposti , è il divenire della contaminazione.

Qualche opera di Massimo Soldi “MonoMax”

Double density
Plexiglass, colori per vetro + ink on paper
2018
70×50 cm
More than a …
Inchiostro su cartoncino
2014
70×90

Contatti

www.facebook.com/massimo.soldi

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Davide Ferro

Bio e cenni critici

Nasce a Pavia nel 1963 dove vive e lavora a Pavia, consegue il diploma di Maturità Artistica presso l’Istituto d’Arte “Michelangelo” di Pavia ed il diploma accademico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Europea dei Media di Milano con una tesi intitolata “Arte come coinvolgimento sociale”. Dal 1979 ha effettuato esposizioni personali e collettive in spazi istituzionali pubblici e privati.
Hanno acquisito una sua opera il Museo dei Lumi di Casale Monferrato, il Museo Parisi Valle di Maccagno (Va), l’Associazione Emergency di Gino Strada, l’Associazione Culturale Giorgio Gaber, il Collegio Universitario Lorenzo Valla di Pavia ed alcune altre amministrazioni locali e pubbliche.
Hanno scritto di lui Rossana Bossaglia, Jacqueline Ceresoli, Bruno Bandini, Edoardo di Mauro, Giorgio di Genova, Arturo Schwarz, Claudio Rizzi, Martina Corgnati, Claudio Pagelli, Chiara Argenteri, Alberto Baio, Francesca Porreca, Fabrizio Guerrini, Consuelo Hernandez, Liviano Papa, Miriam Giustizieri, Arianna Ruggerone, Ilaria Pergolesi, Giovanna Donnarumma, Carlo Pesce, Luigi Dati, Monica di Paola.

ESPOSIZIONI

2019: PaviArt – BIANCOSCURO
2019: Montreux Art Gallery – BIANCOSCURO
2019: Art Parma – BIANCOSCURO
2018: “cARTone riciclato ad arte” – Stecca 3.0 Milano
2018: “Futurismi. Dall’Avanguardia Storica, al Nuovo Futurismo, al Postmoderno” a cura di E. Di Mauro – Palazzo del Broletto Pavia
2018: “No Place 4” – Santo Stefano di Magra
2018: “Lilt Art6” a cura di E. Di Mauro – Sala dell’Accademia Palazzo del Broletto Novara
2018: “Everything but the art” a cura di E. Di Mauro – Sala Celeste Bologna
2018: “Varese, tra giardini laghi e monti” decorazioni artistiche cabine semaforiche – Varese
2018: “Varese, tra giardini laghi e monti” a cura di S. Macchi, I. Morelli – Galleria Punto sull’Arte Varese
2018: “PaviArt 2018”- Biancoscuro Art Exibition – Palazzo delle Esposizioni Pavia
2018: “4Styles” – Spazio Eventa Torino
2017: “Prospettive del terzo millennio” a cura di A. Di Genova – Museo MACA Acri
2017: “Nero” a cura di E. Gregolin – Galleria Malagnini Saronno
2017: “Incontro d’arte a Pietrasanta” – Galleria Ribani Pietrasanta
2017: “Artcity 2017” a cura di E. Di Mauro – Artefiera Bologna
2017: “Bozzetti d’arte per un carro allegorico” – Museo Michetti Francavilla a Mare
2017: “Identità/Identity” a cura di T. Chiappa e A. Di Giugno – Villa Magnisi Palermo
2017: “Animalia” a cura di A. Sartori – Museo Casa Sartori Castel d’Ario
2017: “United” a cura di E. Di Mauro – Galleria Malagnini Saronno
2017: “Fantasmia” – Galleria Malagnini Saronno
2017: “Futuro” – Galleria Malagnini Saronno
2017: “Multicultural” – Galleria Malagnini Saronno
2017: “Back to Zackynthos” – Palazzo Comunale Zante Grecia
2017: “Downtown” – Spazio Liquido Genova
2017: “Mostri e mostruosità di oggi” a cura di G. Di Genova – Palazzo Orsini Bomarzo
2017: “Olio d’artista”a cura di F. Sannicandro – Collettiva itinerante
2017: “Artisti per Nuvolari” a cura di A. Sartori Casa Museo Sartori – Castel d’Ario
2016: “Circles” 800 Tondi d’Arte a cura Associazione Noibrera – Stecca 3.0 Milano
2016: “Blu” – Galleria Malagnini Saronno
2016: “Back to College” a cura di M. Corgnati – Collegio Lorenzo Valla Pavia
2016: “Expo Relazioni” – Galleria Malagnini Saronno
2016: “Archeologie Van De Communicatie”a cura di O. Davydovych – Castello Orsini Colonna Avezzano
2016: “Festival del Manifesto di Salsomaggiore Terme” – Salsomaggiore Terme

Qualche opera di Davide Ferro

davide ferro - newart promotion
Grotta blu
2017
Olio su tela
50×70 cm.
davide ferro - newart promotion
Sorpresa
2018
acrilico su tela
35×50 cm.

Contatti

www.newartpromotion.it/davide-ferro
www.facebook.com/davide.ferro.739
www.instagram.com/ferro4087

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Bernhard Witsch

Bio e cenni critici

Nato il 30 marzo 1961, battezzato senza il suo consenso, ma con la sua completa soddisfazione in Bernhard Witsch. Questo successe a Telfs, dove vive e lavora ancora. A proposito di lavoro: ha deciso di mettere il metallo al servizio dell’arte. Facendo si che l’arte diventasse la sua vita.

Numerose le mostre in Austria: Vienna, Innsbruck, Igls, Landeck, Ladis, Telfs, Bad Hall, Salisburgo, Imst, Reutte, Seefeld, Feldkirch, Walchsee, Hall, Mieminig, St. Pölten ecc. All’estero: Svizzera, Germania, Italia, Olanda e Repubblica Ceca.
Mostre permanenti:
Galerie Sailer – Innsbruck
Kreativewerkstatt’l LebensART – Hall
Galleria Einberger Hopfgarten
Galleria Artinnovation – Innsbruck
Giardino di sculture – Pettnau

2007 Vincitore del concorso di scultura bavarese meridionale
Vincitore al merito 2016 al Plam Award
2016 2 ° posto Artavita – California
2017 Nell’ambito della Biennale di Venezia a Palazzo Mora
2017 Membro dell’Associazione professionale per scultori

Qualche opera di Bernhard Witsch

Dragon (Saphira)
2018
Rondelle d’acciaio saldate
160 cm
Homage Tomi Ungerer
2019
Lamiera di acciaio ritagliata e saldata
80 cm.
Faceless man
2019
Rondelle d’acciaio saldate
130cm

Contatti

www.facebook.com/bernhard.witsch

www.instagram.com/bernhardwitsch

www.art-by-wb.com

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Mattia Consonni

Bio e cenni critici

Nasce a Meda nel 1972, nella magnifica ed operosa terra di Brianza in cui abita e lavora. Nel 2012, Mattia esordisce con la sua personale sperimentazione creativa che lo avvia verso un significativo percorso artistico.
“Musica per gli occhi” è il nome che meglio definisce la prolifica attività artistica di Mattia Consonni, nata dalla fusione di due diversi impulsi: l’esigenza di esorcizzare lo stress quotidiano legato alla professione lavorativa diurna e la passione incondizionata per la musica che, sin da ragazzo, lo ha portato a vantare una numerosa collezione di vinili e cd, accogliendo tutti i generi musicali con brani ed album di svariati artisti. Nel corso degli anni la stessa forte passione per il collezionismo, nel senso più tradizionale del termine, ovvero cura e conservazione di Lp e cd comprati nei diversi stores, si evolve e sfocia anche verso quei dischi usurati e non più udibili, che ha raccolto negli scantinati o ricevuto da amici e conoscenti desiderosi di liberarsene.
Da qui, la voglia di immaginare un nuova vita per oggetti destinati alla discarica; un segno d’amore nato dal desiderio di salvare un patrimonio culturale che per tante generazioni è stato ed è tuttora un’icona.
Modellando principalmente vinili come materia pura e duttile, ma anche CD, seppur in minor parte, Mattia forgia nuove forme per i dischi, che integrati con le tele, assumono una nuova identità ispirata dall’ascolto degli amatissimi brani. Nascono, dunque, soggetti astratti e simbolici che svelano ed esprimono attraverso la sinergia del colore e dei materiali, le più svariate emozioni ed i messaggi che l’autore intenzionalmente vuole trasmettere per raccontarsi e raccontare.
Eloquente e di grande effetto è osservare come l’artista interpreti e si avvicini al significato del brano musicale che intende rappresentare nella maggior parte delle tele realizzate .
“Musica per gli occhi” propone uno stile inedito, un’ arte contemporanea ed ecocompatibile, in cui gli oggetti in disuso, riciclati ed elaborati, acquisiscono una sorta di immortalità in una connotazione nuova, emozionante, eclettica che svela anticonformismo ed ironia.

ESPOSIZIONI
2014
-“Art Parma Fair” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
-“Arte Forlì Contemporanea” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO

2015
– Innsbruck, “Art Innsbruck” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Pavia, “PaviArt” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Monaco,”Art Monaco” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Roma, “L’Arte è il Quinto elemento”- “Ciak si mostra”
– Firenze, “Art Showroom”
– Nettuno RM, “Oltre mare”
– Firenze, “Dissolvenze Contemporanee”
– Roma, “Bramante”
– Firenze, “Private Views” – “Negativo/Positivo”
– Meda, “Musica per gli occhi experience”

2016
– Milano, “Ancora Store”
– Londra, “Moor House: Art & Motion”
– Pavia, “PaviArt” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Roma, “Legal Arte”
– Forlì “Arte Forlì Contemporanea” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Innsbruck, “Art Innsbruck” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Montreux, “Montreux Art Gallery” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO

2017
– Roma, “Bramante”
– Pavia, “PaviArt” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO
– Londra Cript Gallery
– Musica Per Gli Occhi Experience · Villa Sormani – Mariano Comense

2018
– Musica Per Gli Occhi Experience · Mostra Personale Meda

2019
– Forlì, “Vernice Art Fair” Stand espositivo a cura di BIANCOSCURO

PREMI
– Oscar per le arti Visive ricevuto a Monaco (Montecarlo) Ottobre 2015
– Premio assoluto Art Contest 2015 (premio copertina) BIANCOSCURO
– Premio annuale Grand Prix des Arts Visuels 2016 ricevuto a Cannes aprile 2016

Meda, Dicembre 2018 – Sembra ieri. Eppure son passati quasi 2 anni da quando Mattia Consonni ci ha parlato del suo progetto legato al brano di Yanni “One Man’s Dream”. Musa ispiratrice, questa volta non solo per la creazione dell’opera targata “Musica per gli occhi”, ma di tutta la filosofia e la progettazione dell’idea, bellissima e piena di fiducia, di Mattia.
Il successo del progetto è tale che sembra quasi banale descriverlo, ma è così pieno di vita e di amore e speranza, di quel sogno che è il sogno dell’artista, da non potermi trattenere dal raccontarvelo.
Il brano di Yanni si è diviso in quattro tele, ognuna corredata della propria flightcase, istruzioni in italiano ed in inglese ed un taccuino da viaggio, ognuna partita da una destinazione differente, accompagnata da compagni di viaggio diversi.
Le notizie delle prime destinazioni raggiunte ci hanno informato che sono arrivate, separatamente, a Londra, Roma, New York e Las Palmas. E da lì hanno continuato a viaggiare, ultimamente una è stata notata al Lago d’Iseo, un’altra a Miami, per non parlare di quella che ha percorso 7000 miglia nell’Oceano Atlantico su una barca a vela d’epoca!
Quanti di voi staranno pensando che sia una pazzia affidare quattro opere di questa portata, senza poterne avere veramente il controllo, dovremmo invece non perdere di vista il fine di tutto: anche questa mancanza di supervisione è parte del piano.
One Man’s Dream” è un progetto sperimentale abbinato ad un’opera d’arte; vuole coinvolgere più persone possibili, di paesi e culture differenti, incaricandoli custodi e testimoni delle tele, volutamente separate, con cui verranno in contatto.
Il viaggio di ciascuna tela durerà complessivamente 3 anni, ed è possibile già seguire le varie tappe tramite la pagina social dedicata, a cui si collegano man mano i diversi compagni di viaggio, postando foto e piccoli ricordi, in attesa di scoprire tutto il contenuto dei taccuini e delle valigette: lettere, cartoline, istantanee, disegni… Cosa staranno lasciando i tanti custodi temporanei delle tele di “One Man’s Dream”?
Tutto contribuirà a creare una storia per l’opera, ricca di umanità e di bellezza d’animo, in cui la fiducia nell’altro sarà un trionfo e la parola d’ordine: condivisione!

Rebecca Maniti

Qualche opera di Mattia Consonni “Musica per gli occhi”

one man’s dream
2016
smalto e vinile su tela
100 x 100 cm.
Wish you were here
2018
smalto e vinile su tela
100 x 100 cm
Il lago dei cigni atto 4°
2019
smalto e vinile su tela
100 x 100 cm.
Don’t Go Near The Water “the Beach Boys”
installazione
2017

Contatti

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Isabella Rigamonti

Bio e cenni critici

Frequenta il Liceo Artistico e consegue la laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. Il suo lavoro è una rielaborazione concettuale e gestuale in cui la fotografia da lei scattata, non ritoccata, viene presentata in bianco e nero con delle sovrapposizioni di parti della stessa fotografia a colori. Le parti della fotografia a colori di cui il rilievo è visibile vivono all’interno dell’opera di vita propria, in quanto realizzate attraverso forme inusuali o geometriche, ma tuttavia riescono ad individuare una dimensione differente, dove in virtù del fatto di essere a colori, vanno a modificare il percepito dell’opera stessa. L’artista presenta due chiavi di lettura originali, una di natura più formale, data dalla coesistenza della fotografia scattata in bianco e nero con delle forme di colore sovrapposte, ed una di natura più concettuale in cui il momento della creazione dello scatto ed il messaggio che l’artista vuole ironicamente evidenziale emerge. Di conseguenza l’opera perde una connotazione spazio/temporale precisa, e appare sospesa in un divenire dove la percezione della luce rende reale l’illusione e l’illusione estremamente reale.

Qualche opera di Isabella Rigamonti

“ARCHITETTURA RIFLESSA ”
29×39 cm.
“L’EDIFICIO RIFLESSO ”
40×60 cm.
 ” La bambina che gioca ” Serie LA FORMA FLUIDA
40×30 cm.
  “PERSONAGGI ” Serie LA FORMA FLUIDA FLUIDA
40×30 cm.

Contatti

www.facebook.com/isabella.rigamonti

www.instagram.com/isabellarigamonti

https://isabellarigamonti.blogspot.com

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Peter Hide 311065

Bio e cenni critici

L’iniziatore della money art.
Peter Hide 311065 è nato a Varese nel 1965. La sua passione per l’arte inizia negli anni ’80 durante il suo “gap year” a NYC ove incontra e conosce i maestri della pop e della street art internazionale. È il primo artista che dal 2003 utilizza il denaro come “materiale pittorico”, come “messaggio” di un malessere contemporaneo. “Il denaro ha per me il valore simbolico di rappresentare il pericolo di una vasta decadenza culturale, e per opposto il degrado che la sua mancanza ne produce”.

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Qualche opera di Peter Hide 311065

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 “MONOCROMO VERDE DOLLARO”
collage di  banconote su tela su telaio in legno
80x90x4 cm.
L'immagine può contenere: testo
Nessuna descrizione della foto disponibile.
“SKULLS AND FLOWERS SERIES – SKULL PART 1 ”
tecnica mista su banconote su cartone intelaiato
100 x 70 x 5 cm.
 “SKULLS AND FLOWERS SERIES – FLOWER PART 1” 
tecnica mista su banconote su cartone intelaiato
100x70x5 cm.

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www.instagram.com/311065peterhide

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Giorgio Gost

Bio e cenni critici

FRA QUALCHE ANNO MONETE E BANCONOTE NON ESISTERANNO PIU’
Prima dell’invenzione della moneta gli uomini ricorrevano al baratto, a quel poetico scambio diretto di beni contro beni.
Ed il prodotto passava dalle mani di un uomo a quelle di un altro uomo senza che il denaro fosse l’intermediario dello scambio.
In seguito furono poi i metalli ad imporsi come mezzo universale di scambio e misura del valore, nacquero così le monete che erano in oro, in argento, in rame.
Quello era un valore reale, valeva, dunque per quanto era il suo peso e per la qualità della lega di cui era composta.
Poi le cose cambiarono.
Ogni giorno tutti quanti abbiamo a che fare con una cosa strana e seducente che si chiama moneta, ma i presupposti sono mutati.
Oggi, con la nascita dell’Unione Monetaria Europea, più di 320 milioni di cittadini europei del Vecchio Continente hanno la possibilità di condividere la stessa valuta, cioè l’Euro.
La poesia per ognuno dei paesi è meno armoniosa, ma in quel suono squillante rimane ancora intenso.
Giorgio Gost nel suo ciclo “stop the time!” ci riporta alla memoria l’importanza della moneta come oggetto, oggetto vivo, oggetto che mantiene il suo calore nelle mani, che suona, che luccica, che rappresenta un gesto di altri tempi.
L’Artista quindi le salva, le custodisce cercando di fermare il tempo, prima che il denaro elettronico le renda totalmente inutilizzate e tolte dalla circolazione.
Con una strisciata della carta di credito tutta una poesia scompare.
Con un “click tecnologico” di un computer possiamo spostare decine di migliaia di monete in un secondo senza renderci nemmeno conto di quanto metallo transita, di quanto luccichìo non vedremo, di quanti piccoli gesti quotidiani si brucino con un semplice “click”.
Ed in un solo gesto potremmo inesorabilmente bruciarci i sacrifici di una vita intera.
Le riflessioni di Giorgio Gost lasciano sempre una traccia su cui fermarsi, almeno per quell’attimo breve in cui tutto comunque passa.
Alessandro Celli
Brescia
9 Febbraio 2013

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